Parco Pedagogico per l’Educazione AttivA
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•• Relazione del Prof.Gastone Tassinari alla giornata di studio 10 Giugno 1990


Devo confessare che quando ho avuto da Margherita l'invito a partecipare a quest’incontro mi sono trovato un po' in difficoltà, abbastanza perplesso.
Come si fa ad esprimere un’opinione sul CEIS quando abbiamo in qualche modo vissuto in anni ormai lontani una parte, sia pure abbastanza piccola, dell'attività del CEIS poi, da qualche tempo ne siamo un po’ lontani a dire il vero, in una condizione che direi presenta alcune difficoltà.
Da un lato sentiamo certi aspetti della vita del CEIS in qualche modo connessi alla nostra autobiografia, dall'altra c'è anche forse un atteggiamento in qualche misura di distacco da una certa realtà che c’inviterebbe a fare un discorso più meditato, più approfondito, per cui, ecco la difficoltà, l'esigenza di trovare la dimensione giusta.
Devo dire che nei pochi giorni passati dall'invito di Margherita ad oggi non ho ancora risolto bene questo problema; sono ancora in una dimensione abbastanza incerta fra il livello più intimamente vissuto e quello che invece mi spingerebbe a vedere le cose in una prospettiva più generale.
Tutto questo si sentirà probabilmente nel mio intervento; lo si sentirà con certe larghe dimenticanze.
Indubbiamente è difficile fare un discorso su quello che è il CEIS, che è stato, ma io ritengo soprattutto ancora quello che è, anche dal punto di vista specificamente pedagogico.
Allora molto semplicemente ho cercato di riflettere su quali sono, sulla base della mia esperienza, le caratteristiche del CEIS, alcune delle caratteristiche del CEIS che mi sono venute alla mente come flash abbastanza improvvisi che non ho cercato evidentemente di sistematizzare per fare un discorso più organico, più razionalmente articolato.
Anche se nel cercare di mettere insieme questi vari flash indubbiamente si ritrova quella filosofia del CEIS che mi sembra chiaramente si trova in quanto illustrato dal Presidente fin dall'inizio e che ha trovato nella relazione del Direttore Boccaccini altri elementi per essere integrata ed attualizzata.
Io mi limiterò a sottolineare alcuni aspetti per delineare l'identità del CEIS che, vorrei sottolineare, ha un particolare valore culturale.
Riflettevo su questo quando ieri sera ad un certo momento si è quasi visto nella richiesta da parte della Sovrintendenza riguardante il territorio su cui sorge il CEIS , in qualche modo una rivendicazione da parte della Sovrintendenza stessa della valorizzazione e del recupero di un Bene culturale che è collegato all'Anfiteatro.
Ecco è molto strano che noi abbiamo questa concezione del Bene culturale come di un qualche cosa legato alle pietre, soprattutto se sono le pietre di una età classica ormai lontana, e non si abbia invece la sensazione del bene culturale che consiste proprio nelle istituzioni che vivono nella città sul piano della cultura e in particolare su quello dell'educazione.
Che le istituzioni che operano nel campo educativo siano un Bene culturale della città e della società in genere, è un aspetto questo che va sottolineato e proposto come oggetto di riflessione, perché credo che su questo punto vi siano delle consapevolezze da acquisire più di quanto si faccia attualmente.
L'altro elemento che sta alla base del mio discorso è sicuramente un certo rammarico, perché quando ci si trova, come in questa situazione a dover parlare di una istituzione educativa, dobbiamo al tempo stesso tener presente le difficoltà economiche in cui questa istituzione educativa si dibatte.
Ebbene anch'io in passato, insieme ad altri amici, ho avuto l'esperienza di essere membro del Consiglio di Amministrazione e ricordo che anche in quell'epoca problemi su questo piano ce ne erano e in definitiva, ricollegandoci al discorso precedente, possiamo chiederci: nella società di oggi l'educazione è realmente un valore?
L'educazione è un qualcosa a cui si attribuisce una effettiva importanza o nella società di oggi la si ritiene una attività puramente marginale e le attività a cui si attribuisce vero valore sono altre?
Ho l'impressione che veramente si soffra di questo, soprattutto ne soffrono le persone che nella educazione hanno creduto e che per essa si sono impegnate.
Si avverte ormai a tutti i livelli anche quello universitario, che è il luogo deputato alla formazione degli insegnanti, questo senso di essere tenuti ai margini anche se a parole ciò non dovrebbe verificarsi e ci sono proposte di legge a favore della scuola.
Di fatto quando si vanno a vedere i mezzi di cui dispongono i Dipartimenti che operano nel campo della formazione e della educazione si vede che essi sono molto esigui.
Tutto questo ci fa riflettere su quanto l'educazione venga oggi tenuta in considerazione.
Comunque lasciamo i discorsi generali e veniamo a parlare più specificatamente del CEIS.
Mi fermerò ad illustrare molto brevemente sei punti sui quali ho posato l'attenzione.
Il primo punto è molto elementare, ma secondo me merita di essere ripreso in considerazione anche se gli amici del CEIS, quelli che nel CEIS vivono quotidianamente, probabilmente ormai lo ritengono un fatto che non ha più un particolare rilievo, ma chi viene da fuori lo riscopre.
Il tema del nostro incontro stamani mi sembra quello del rapporto del CEIS con la città, ecco il primo rapporto del CEIS con la città lo si coglie nel momento in cui si entra al CEIS.
Il CEIS è parte della città, si entra nel CEIS prolungando il nostro cammino nella città.
Ieri sera uscendo sono passato qui dietro e ho visto il diverso rapporto con la città da un punto di vista spaziale e urbanistico e un'altra scuola adiacente al CEIS che anche se più moderna, non ti fa percepire il rapporto con la città.
Questo mi ha fatto ricordare un momento importante anche dal punto di vista pedagogico di quando ci si poneva il problema della collocazione delle strutture nel contesto della città anche dal punto di vista architettonico e urbanistico.
Generalmente la scuola ha sempre sofferto anche dal punto di vista edilizio di questa separazione: tra la scuola e la città ci sono, quando va bene, delle cancellate e quando va male dei reticolati addirittura.
Ecco il CEIS mi sembra che abbia proprio questo di caratteristico, cioè questa continuità del suo tessuto urbanistico con quello della città.
E questo è uno degli aspetti che dovrebbe essere reso oggetto di riflessione, di recupero, di rimeditazione.
Ricordo a questo riguardo che proprio una delle prime esperienze di rapporto tra il CEIS e l'Università di Firenze, nei primi anni sessanta fu proprio un rapporto con l'Istituto di Urbanistica.
Si veniva con gli studenti da Firenze al CEIS con il famoso urbanista Quaroni e con il Prof. Borghi pedagogista, proprio perché il CEIS rappresentava questa soluzione particolarmente innovativa proprio sul piano del rapporto tra la struttura educativa e il contesto cittadino.
Tengo a sottolineare questa osservazione e vorrei che non avesse soltanto un sapore storico, ma fosse ancora oggi elemento di riflessione.
Dopo l'accesso al CEIS l'altro aspetto che mi sembra degno di essere preso in considerazione è la caratteristica del luogo, un luogo dove, diversamente da altre istituzioni scolastiche esistenti nel nostro Paese, non ci si viene o non è fatto soltanto per venire a lavorare e scappare .
Il CEIS Š un luogo in cui si sente confortevole il vivere mentre si lavora e dove questo legame si sperimenta direi naturalmente.
Il CEIS Š un luogo dove soggiornare è gradevole sia per l'ambiente fisico che caratterizza il Centro, sia per il particolare clima sociale che vi si vive.
Il clima sociale è un clima che sottolinea e dà valore alle relazioni interpersonali, è un clima favorevole e accettante, prima si diceva di rispetto, ma non è solo di rispetto, perché il rispetto qualche volta comporta anche distanza tra le persone, è qualcosa di più, si sente effettivamente un rapporto di comunicazione e di integrazione.
Infatti tutto questo dà la sensazione che in questo ambiente non ci si viene per insegnare e scappare, come generalmente si fa nelle scuole, come vi dico francamente si continua a fare in gran parte delle nostre Università
Pensate che è successo di fare la scuola a tempo pieno in scuole che erano fatte per starci il meno possibile e poi ci si domanda perchéè tali esperienze falliscano.
Il CEIS invece si differenzia su questo punto e credo che anche questo sia un altro degli aspetti da sottolineare e considerare anche come questo si possa realizzare altrove.
Infatti questo aspetto andrebbe tenuto presente in tutte le strutture che hanno da svolgere una funzione sociale particolarmente importante.
Una terza caratteristica del CEIS che mi sembra importante sottolineare è che il CEIS, secondo me è un raro esempio di incontro e di integrazione tra funzioni diverse.
Mi è venuto in mente a questo riguardo quello che in particolare alcuni colleghi docenti bolognesi sottolineano come un elemento importante e che ampiamente condivido, e cioè il concetto di sistema formativo integrato.
Il CEIS nel suo piccolo secondo me è un esempio vivente di sistema formativo integrato, cioè la compresenza di funzioni diverse ma tutte caratterizzate dall'impegno sociale ed educativo anche se al loro interno diversificate secondo le opportunità e le esigenze. Ho cercato di identificare queste diverse funzioni che trovano nel CEIS una loro integrazione e direi che il CEIS va proprio preso in questo senso come esempio che io vedrei poi ampiamente proiettato sul territorio.
In sostanza si dice spesso integrazione delle funzioni educative a livello territoriale, ma sappiamo poi bene quanto questo sia poi difficoltoso da realizzare nonostante tutto.
Quindi la trasposizione dal microsistema CEIS al macrosistema del territorio indubbiamente è una cosa tuttaltro che semplice, perciò il modello teorico che il CEIS in qualche modo ci fornisce, secondo me dovrebbe essere da questo punto di vista particolarmente apprezzato e valorizzato pur tenendo presente quanto poi nel cambiamento di scala si presentino di difficoltà ed esigenze specifiche.
Ma in sostanza quali sono queste funzioni che il CEIS integra ?
Vi è anzitutto una funzione sociale ed educativa insieme che mi sembra uno degli aspetti importanti, ricordo a questo riguardo un accenno che fece il Prof. Borghi iniziando un suo intervento dicendo come nel CEIS si fosse realizzato quello che rappresenta uno dei capisaldi del movimento pedagogico del nostro tempo, quello di promuovere un rinnovamento dell'educazione che sia nello stesso tempo in funzione di un rinnovamento sociale.
Questo che è stato in qualche modo il principio, la matrice da cui è nato il CEIS, quello di promuovere un intervento sociale in risposta da un lato ad esigenze immediate dall'altro il rinnovamento sociale fatto in funzione di un miglioramento delle condizioni di vita della gente, delle relazioni sociali e l'intervento educativo visto come una componente essenziale di questo processo.
I due aspetti, in sostanza visti tra loro strettamente correlati e questo mi sembra un aspetto particolarmente rilevante che direi va valorizzato e riproposto all'attenzione.
Ancor di più in questo momento in cui ho l'impressione che per l'appunto l'impegno delle istituzioni educative sul piano sociale si vada effettivamente attenuando.
E' una situazione che io vivo anche in altre situazioni educative caratterizzate in senso innovativo, mi viene da pensare a questo riguardo a quella, anch'essa gloriosa, istituzione educativa fiorentina, anch'essa impostata secondo le esigenze del rinnovamento educativo e sociale nello stesso tempo, penso alla Città Pestalozzi, che è stata per certi momenti anche abbastanza vicina al CEIS e questo rapporto sta un po' nella storia di queste due istituzioni educative.
Ho l'impressione che anche istituzioni educative come la Città Pestalozzi vadano in realtà… perdendo un po' di quella dimensione di impegno educativo e di impegno nell'avanzamento del progresso sociale e da questo punto di vista credo che si vada perdendo qualche cosa di importante della nostra dimensione educativa.
Io non voglio con questo schematizzare delle cose come oggi si usa fare pensando che la storia della pedagogia abbia avuto un movimento pendolare: in alcuni momenti si è accentuata l'importanza dell'educazione sociale, in altri momenti si è accentuata l'importanza dell'educazione sul piano cognitivo.
Oggi siamo nel momento di trionfo dell'educazione sul piano cognitivo allora di conseguenza ci si interessa meno dell'aspetto sociale.
E' facile poi rammaricarsi per le espressioni di violenza, di arroganza, con tutte le conseguenze anche più tragiche di questa situazione, il senso di abbandono dei valori sociali, il rinchiudersi in se stessi con la disperazione che tutto questo comporta e direi questo non è in sostanza un problema di cui la scuola debba disinteressarsi; si tratta secondo me di recuperare un impegno anche su questo piano .
L'altro aspetto connesso un po' con questo e che mi sembra importante sottolineare è che il CEIS cerca di svolgere la sua azione educativa e sociale dando risposte educative ai bisogni dei singoli.
Rispetto delle esigenze dei singoli quindi, ma anche qualcosa di più perché l'intervento educativo non si limita a dare un supporto accettando l'individuo per quello che è, ma lo aiuta a progredire e a svilupparsi.
Credo che in questo concetto fondamentalmente si debba poi ritrovare anche tutto quell'impegno ormai storico del CEIS verso i bambini con handicap.
Non ci si limita a dare una semplice assistenza ai bambini con handicap, ma l'assistenza, l'educazione, l'integrazione dei bambini handicappati avviene nell'ambito di questa filosofia generale che riguarda il cercare di dare una risposta ai bisogni dei singoli e nei singoli ci sono anche bambini che hanno difficoltà, che hanno degli handicap.
Questo concetto, diciamo questo settore di lavoro non viene settorializzato ma rientra in una filosofia più generale.
Quando si scoprirono in Italia tutti i problemi dell'integrazione degli handicappati e così via, si scopriva qualche cosa che in realtà il CEIS a suo modo, forse in forme diverse da quelle che si fanno attualmente, aveva di fatto già attuato attraverso prima di tutto l'integrazione delle sue funzioni educative ed alla base di tutto questa filosofia che consiste nell'affermare l'esigenza di fornire delle risposte educative ai bisogni ed alle esigenze dei singoli.
In questo ambito allora si colloca anche il problema dell'educazione, dell'integrazione, della socializzazione dei bambini con handicap.
L'altro aspetto della integrazione di funzioni del CEIS che mi sembra particolarmente importante è che nel CEIS si lavora nel campo dell'educazione ma nello stesso tempo ci si forma per essere operatori nel campo educativo. Questo in qualche modo si potrebbe dire è già un fatto che dovrebbe essere acquisito dalle scuole in generale perché oggi si concepisce la scuola come centro essa stessa di formazione e di aggiornamento degli insegnanti.
C'è anzi questa concezione oggi dell'aggiornamento che viene portato avanti nei paesi anglosassoni, il cosiddetto "school based teacher education" l'educazione degli insegnanti basata sulla scuola, quindi cercare di riportare all'interno della scuola stessa la formazione degli insegnanti, soprattutto quando gli insegnanti sono già in servizio.
Io credo che questo il CEIS l'abbia già praticato ed è una dimensione che direi va riaffermata e va estesa, in sostanza cioè vedere la scuola come centro non solo di lavoro nel campo dell'educazione, ma anche come centro per la formazione del personale che svolge poi attività educative.
Già secondo quello che diceva prima il direttore nella sua esposizione, mi sembra che a questo riguardo anche in tempi recenti il CEIS abbia dato dei contributi importanti in questo settore, ma se mi è consentito vorrei dire che questo rientra un po' in tutta la storia del CEIS, corsi che il CEIS ha sviluppato fin dai primi anni della sua esistenza e poi gli stages, i rapporti con altri organismi esterni, le Università, i CEMEA e così via.
E' stato un lavoro che il CEIS ha portato avanti non soltanto utilizzando le sue risorse interne, ma anche cercando di coinvolgere su questo terreno altri organismi.
A questo riguardo un esempio secondo me molto interessante e direi abbastanza singolare di questo aspetto di integrazione tra la funzione dell'operare nel campo educativo e nello stesso tempo del formare gli operatori la si ha attraverso la stessa carriera credo il curriculum degli operatori del CEIS.
Cioè il CEIS ha una molteplicità di funzioni nel campo educativo e una molteplicità… di servizi, la scuola, il Centro di Socializzazione e così via, e spesso gli educatori compiono il loro curriculum di formazione lavorando in questi diversi settori ed è questo un aspetto importantissimo anche per la formazione stessa dell'operatore.
Di solito si pecca anche nel campo educativo di una estrema settorializzazione: cioè uno fa la scuola poi se ha fortuna vince il concorso e va a fare l'insegnante e continua a fare l'insegnante per tutta la vita, oppure se fa l'educatore in qualche istituto e passa successivamente a fare l'insegnante il suo percorso sempre abbastanza tortuoso, pieno di sensi di precarietà… e di frustrazione.
Ecco il CEIS anche se capisco le difficoltà che questo può comportare proprio per le difficoltà che sono insite al settore educativo di per se stesso, per l'appunto offre questa opportunità di sviluppare delle capacità educative attraverso una molteplicità di esperienze, di conseguenza c'è la possibilità di dare una formazione più ampia, a tutto tondo sul piano della operatività educativa e credo che a questo riguardo la cosa sia particolarmente importante.
Mi viene in mente a questo proposito ciò che si prospetta nel campo dei nuovi ordinamenti dell'Università, quando intanto si dovrà pensare alla formazione degli insegnanti delle scuole elementari ed anche secondarie attraverso corsi specifici a livello universitario e nell'ambito di questi corsi sono previsti dei tirocini, ma dove li faranno i tirocini i nostri futuri insegnanti se non ci sono specialmente delle strutture che hanno già nella loro organizzazione, nella loro fisionomia incorporata questa funzione di formare i formatori?
Le scuole generalmente sono fatte ripeto per accettare gli insegnanti già bell'e fatti, magari fatti male, ma non è che la scuola si ponga questo compito formativo nei confronti degli insegnanti, il CEIS invece questo lo fa.
Pensiamo poi che c'è sempre l'altro aspetto dal punto di vista delle innovazioni nel campo universitario: il nuovo ordinamento dei corsi di Pedagogia che si chiameranno d'ora in poi corsi di Laurea in Scienze dell'Educazione, prevede tre indirizzi tra cui l'indirizzo per insegnanti di Filosofi, di Pedagogia, di Psicologia per le scuole Secondarie, poi c'è un indirizzo per educatori professionali che dovrebbe formare a livello universitario gli operatori nel campo di una serie di settori da quello del tempo libero a quello dell'educazione degli handicappati e così via e poi c'è un terzo indirizzo che è quello dei cosiddetti esperti di processi formativi, così gli studenti che usciranno dai futuri corsi di laurea in Scienze dell'Educazione avranno una preparazione specifica in uno di questi tre settori.
In ciascuno di questi tre settori è previsto per l'appunto il periodo di tirocinio e dove lo vanno a fare gli studenti se non in istituzioni che in qualche modo si sono poste il problema della formazione del personale e in questo senso direi che il CEIS dovrebbe avere tutte le carte in regola per dare delle risposte anche a questo riguardo.
L'altro aspetto di integrazione di funzioni particolarmente rilevante secondo me, è il fatto della utilizzazione delle strutture del CEIS per attività scolastiche, ma nello stesso tempo anche per attività del tempo libero.
Io il CEIS l'ho conosciuto soprattutto per questo secondo aspetto, forse più direttamente perché con altri amici abbiamo lavorato al CEIS formandoci noi stessi, bisogna pur dirlo, proprio nelle attività di tempo libero cioè le iniziative durante il periodo estivo, ed era abbastanza singolare questo fatto di una struttura che nello stesso tempo riesce a funzionare come istituzione scolastica, ma ha anche tutte le capacità per adattarsi a diventare ambiente di accoglienza per i ragazzi durante il periodo delle vacanze.
Anche su questo noi siamo abituati generalmente a marciare su binari ben distinti, da un lato ci sono edifici e spazi per il tempo libero, dall'altro ci sono edifici e spazi per l'educazione, cosa che è abbastanza tipica del nostro paese anche se in altri paesi questo è già per tradizione superato.
Ci fu una volta un collega inglese che venne a visitare le scuole in Italia e vedendo questi spazi chiese:"Ma qui cosa fanno nel pomeriggio?" "Nel pomeriggio è chiuso." Fu la risposta e allora questo ci disse:"In Italia siete ricchi perché tenete tutto questo patrimonio senza utilizzarlo pienamente."
Ecco lui lo vedeva come un esempio di spreco e infatti spesso si sprecano tante cose nel nostro paese e le strutture potrebbero essere più ampiamente utilizzate proprio se viste in una logica di integrazione di funzioni.
L'altro aspetto importante mi sembra, e ieri sera ne abbiamo avuto un simpatico esempio, il fatto che una struttura come questa sia disponibile allo stesso tempo sia per i ragazzi ma anche poi per gli adulti.
Soprattutto certe attività… di tempo libero possono essere anche utilizzate per gli adulti, in particolare quel gruppo musicale che ieri sera ci faceva vedere come questo lavoro si proietti quando c'è una persona che cura il settore con particolare attenzione, interesse e competenza e si inserisca in questa continuità di un processo.
Nel campo della musica abbiamo avuto la possibilità… di vedere come si lavora nelle varie classi con una progressione curricolare abbastanza chiara e indubbiamente ben impostata e nello stesso tempo attorno a questa attività si sviluppano iniziative con gli ex alunni che hanno continuato un certo tipo di attività e ancora vi sono gruppi di adulti che si ritrovano, lavorano, si incontrano per fare attività musicale e mi sembra che questo sia un esempio vivente molto semplice, ma importante di questa integrazione.
Infine altra funzione che il CEIS ha svolto è quella di essere attività di studio, di ricerca e mi viene in mente a questo proposito il CIDEF e le possibilità che su questo piano si aprirebbero di contatto anche con organismi universitari.
Mi viene da pensare che questo tipo di lavoro il CEIS l'ha sviluppato fin dalle origini.
Ricordo che una delle prime esperienze furono le settimane di studio per l'infanzia, per le vittime della guerra, le SEPEC che furono centri di incontro e di lavoro in comune fra studiosi di altissimo livello, a livello europeo e tra questi due estremi le SEPEC e il CIDEF ci sono poi una serie di iniziative che sono state svolte costantemente.
Mi fa piacere ricordare, ma siamo nuovamente sul piano dell'autobiografia, che nello stesso tempo in cui si cominciavano a organizzare all'Università di Firenze quei seminari organizzati appunto con l'Istituto di Urbanistica della Facoltà di Architettura di Firenze, io che appunto cominciavo proprio allora alla facoltà di Magistero, organizzai uno dei primi seminari che trattava delle attività espressive, grafico-figurative e ho ancora dei pacchi dei disegni dei bambini del CEIS che insieme si esaminavano con gli studenti e poi si venne a vedere nel CEIS come questi bambini lavoravano, come era organizzata l'attività.
Da questo punto di vista andrebbe poi ricordato, scusate se sicuramente faccio delle grandi dimenticanze a questo riguardo, uno degli studi che credo siano stati particolarmente interessanti e cioè quello di De Bartolomeis sempre nel campo delle attività espressive che ebbe come suo luogo privilegiato il CEIS, il CEIS quindi è stato sempre sostanzialmente centro di attività di ricerca.
Un altro degli aspetti importanti che ritengo si debba sottolineare nell'organizzazione del CEIS è questa integrazione fra le molteplici funzioni educative che ha come corrispettivo la valorizzazione della specificità… delle competenze.
Il riconoscimento delle competenze specifiche dei singoli fa si che le persone si conoscano tra loro come persone ed abbiano un rapporto di amicizia e di simpatia molto vivo, ma nello stesso tempo alle singole persone si accostano competenze specifiche, sono persone che hanno una generica preparazione educativa; credo che questo sia un altro degli aspetti importanti che il CEIS ha portato avanti e che ritengo debbano essere oggi ripresi e sottolineati in un momento così particolare, perchéŠ come noi sappiamo già a livello per esempio di scuola elementare secondo la legge sui nuovi ordinamenti della scuola elementare, si cerca di introdurre anche nella scuola elementare una maggiore qualificazione sul piano della preparazione degli insegnanti.
Il lavoro in equipe degli insegnanti nella scuola elementare comporta evidentemente che gli insegnanti abbiano, sia pure in termini diversi da quello che purtroppo avviene nella scuola Media, una loro qualificazione più specifica e nello stesso tempo una capacità di integrare le loro diverse competenze.