Il
guardare avanti spinge tutti, non solo gli insegnanti e gli educatori, ad interrogarsi
su come una società caratterizzata da una grande complessità possa
formare le sue giovani generazioni, gli uomini del futuro. A questo scopo, nel
passato, alla scuola è stato affidato un ruolo centrale, però, oggi,
sembra essere in grande difficoltà, soprattutto quando non riesce a superare
i propri confini culturali e fisici. Questa consapevolezza ha
sollecitato molti operatori scolastici, in diverse aree del paese, a cercare modi
per entrare in una relazione stretta con il territorio. Numerosi segni di questo
impegno stanno venendo alla luce con sempre maggiore frequenza. In molte città
si stanno sviluppando numerose agenzie, pubbliche e private, che si propongono
obiettivi con valenza educativa. Molte amministrazioni locali si sono attivate
e si stanno attivando per sostenere e potenziare questo come un elemento di ricchezza
con azioni di coordinamento nel tentativo di creare collegamenti e progettualità
comuni, anche sul piano dei valori e delle metodologie. Un insieme di esperienze
di volta in volta definite in termini di Città Educativa, o di Città
dei Bambini e delle bambine e che sembrano avere in comune lobiettivo più
o meno esplicito di EDUCARE ALLA CITTADINANZA. In questa prospettiva, e nellambito
di queste esperienze, la scuola si pone come uno snodo indispensabile nella misura
in cui ripensa la sua funzione formativa in unottica di complementarietà
e di integrazione con le diverse agenzie cittadine, superando i limiti della sua
artificialità e separatezza dalla vita sociale
concreta, mettendo a disposizione le risorse del suo patrimonio di competenze
educative e pedagogiche, ma soprattutto considerando lapertura al territorio
e il suo coinvolgimento esplicito nel progetto educativo e formativo delle giovani
generazioni, come una condizione per esplorare efficacemente i nuovi campi del
sapere e dellorganizzazione del sapere. Quello della cittadinanza,
daltra parte, è una questione chiave del nostro tempo, una dimensione
sia personale e concreta, sia collettiva e generale, che influisce sulla vita
quotidiana e sulle grandi scelte politiche nella ricerca di legarle ai valori
della multiculturalità, rispetto dei diritti umani, legalità e cooperazione
sociale. Ed è anche, a nostro avviso, una delle frontiere più significative
e creative di riproposizione dei principi e dei valori dellEducazione attiva
in rapporto ai problemi che la contemporaneità pone al mondo delleducazione. Per
queste ragioni, in rapporto alle sue specifiche finalità, il Parco
Pedagogico dellEducazione Attiva intende collegarsi e dialogare con
queste esperienze, attivando momenti di riflessione comune, assumendo i temi della
cittadinanza e della città educativa, come temi centrali della sua operatività. Una
proposta rivolta alla città e alla provincia di Rimini Proporsi di educare
il buon cittadino, e cioè un soggetto responsabile e critico, attivo e
propositivo, capace di lavorare con scopi di utilità sociale, implica la
predisposizione di condizioni complesse affinchè le competenze connesse
allacquisizione di una cittadinanza matura e consapevole, possano essere
apprese, ma soprattutto praticate a partire dallesperienza concretamente
percepibile per un bambino. E per fare questo, accanto alle agenzie che nei
più diversi modi si propongono obbiettivi educativi, è anche necessario
fare emergere la valenza educativa di tante altre agenzie che non si propongono,
apparentemente, alcuna finalità educativa così come è necessario
fare emergere la valenza educativa dello stesso utilizzo di una città. Questo
non è un obiettivo che, come mostrano le esperienze in corso in varie aree
del paese, può essere perseguito con la sola buona volontà: servono
anche conoscenze, competenze, abilità precise e servono progettualità,
mobilitazione delle istituzioni, risorse organizzative ed economiche. Una proposta
che avanziamo nei confronti della Provincia di Rimini, delle amministrazioni comunali
della provincia, e in primo luogo dellAmministrazione Comunale di Rimini,
e degli organismi scolastici, perché assumano questa tematica fra le loro
priorità nella acquisizione e utilizzo dei fondi resi disponibili nellambito
delle Leggi Regionali n.195/99 Promozione delle città dei bambini
e delle bambine e n.26/2001 sul diritto allo studio. Leducazione
alla socialità e alla cittadinanza, secondo i principi dellEducazione
Attiva, daltra parte, rappresentano da sempre gli elementi costitutivi dellidentità
e delle pratiche educative del Centro Educativo Italo Svizzero. Per questo a livello
locale intendiamo investire sulla capacità e le potenzialità formative
della città, collegandole a progetti di educazione alla cittadinanza. Riteniamo
infatti che listituzione del Parco Pedagogico dellEducazione
Attiva possa essere loccasione per lattivazione di percorsi
gestiti anche da altri soggetti, percorsi rispetto ai quali il Parco intende porsi
come interlocutore attivo sul piano metodologico e dei percorsi di documentazione
al fine di valorizzare al massimo le potenzialità e le esperienze educative
del nostro territorio.
Canevaro
Andrea Pazzagli Ivo
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