Oggi
abbiamo temi che dobbiamo affrontare decidendo se mantenerli costantemente nella
logica dellemergenza, dellincidente e dellaccidentale; o se,
nella prospettiva dellEducazione Attiva, possono essere il motivo per rilanciare
e praticare una migliore qualità organizzativa delleducazione dellinfanzia,
delladolescenza e delletà adulta. Proviamo a mettere in
evidenza alcuni di questi temi:
lincertezza: E lincertezza
del collegamento fra passato e presente la difficoltà a vivere il futuro,
la perdita della memoria e lo smarrimento in un orizzonte indefinibile. E
la difficoltà a capire cosa ciascuno può e sa fare
la paura:
E la paura dellaltro che può nascondere sempre una minaccia,
che può far temere che una gentilezza sia attrazione morbosa, che una divergenza
di opinione sia unaggressione, che una diversità culturale sia uninvasione
linadeguatezza: E linadeguatezza di fronte al bisogno anche
minimo che possiamo incontrare, e quindi il ricorso esagerato al tecnico, allo
specialista, al farmaco. E limpossibilità, per chi cresce,
di vivere la quotidianità accanto a semplici relazioni di aiuto e di cura,
perché nessuno ha più tempo e perché nessuno si sente adeguato
o adeguata
lisolamento: E lisolamento in un affollamento
crescente, in un ritmo sempre più intenso, in una frantumazione di funzioni
e di nozioni che faticano a ricomporsi in una coerenza unitaria; ed è lansia
inesauribile di essere continuamente in contatto, di sentirsi collegati
Questi
temi assumono di volta in volta le forme che occupano il primo piano delle informazioni
e vengono strillate per un breve periodo, per essere sostituite da
altre forme e altri strilli. Così siamo di fronte a cronache
che riguardano la criminalità, la pedofilia, la diffusione della droga,
i morti sulle strade, le corruzioni, la diffusione dellillegalità,
limmigrazione clandestina, i comportamenti antisociali, la voluta minaccia
dellinquinamento ambientale, la schiavitù delle donne
Nella
prospettiva dellEducazione Attiva, questi come altri temi devono essere
affrontati cercando di produrre innovazioni che possono essere assunte come componenti
stabili dellorganizzazione delleducazione, di tutti e di tutte. Ad
esempio: la sicurezza va proposta come organizzazione di una conoscenza responsabile
dellambiente sociale, per individuare punti di riferimento sicuri. LEducazione
Attiva è presente in molte esperienza vive, e solo alcune sono vissute
con la coscienza esplicita di esserne parte. Fa parte della storia dellEducazione
Attiva il collegamento con chi ne è protagonista senza saperlo. Incontriamo,
a volte, una persona che è ottima educatrice nelle vesti di barista, gelataia.
Non si tratta certo di appropriarsi dellimpegno di tanti, ma di valorizzarlo
in una prospettiva che sappia leggere un ampio territorio, aperto a tutti, come
un laboratorio educativo. Di laboratorio, di laboratori capaci di rispondere alle
esigenze della formazione di base e di quella permanente. La scuola, in particolare
la scuola dellautonomia, possono diventare i punti nodali ed i riferimenti
stabili di una rete che tocca tanto le strutture culturali che quelle produttive
e di servizio. E la valorizzazione delle competenze di tanti e non solo
di quelle docenti. Non è la sostituzione al ribasso dei professionisti
delleducazione; è, al contrario, la possibilità che chi educa
per impegno professionale lo possa fare anche meglio e con più efficacia.
Canevaro
Andrea
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